San Francesco d'Assisi e il Beato Tommaso da Celano

San Francesco d'Assisi e il Beato Tommaso da Celano

Celano è il paese che ha dato i Natali al Beato Tommaso, biografo di San Francesco d'Assisi. Oggi nel paese è ancora forte il legame con la spiritualità francescana, al Santo Patrono d'Italia infatti è dedicato un convento ed un monumento.

San Francesco d'Assisi, religioso e poeta nato e morto nella città umbra tra il 1181 ed il 1226, era il rampollo di una famiglia agiata. Trascorse la sua giovinezza nella bottega del padre, mercante di stoffe, ma scoppiata la guerra tra Perugia ed Assisi partecipò al conflitto e dopo la cattura iniziò la sua conversione. Francesco fondò la sua matrice religiosa e spirituale sulla preghiera e sulla povertà e scrisse la straordinaria opera religiosa il “Cantico delle Creature”, lode a Dio e al suo creato. A lui si deve l’origine del primo presepe della storia realizzato a Greccio (RI) insieme a Giovanni Velita, discendente della famiglia nobiliare dei Berardi (conti di Celano) e Signore di Greccio. Morto nel 1226 e canonizzato nel 1228, la tomba del Santo è custodita nell’omonima Basilica inferiore di Assisi, ed è meta di continui pellegrinaggi.

Il Beato Tommaso da Celano, amico e primo biografo del Santo Patrono d'Italia, nacque a Celano intorno al 1185, probabilmente da una famiglia povera, e conobbe Francesco dopo aver maturato una formazione classica ed ecclesiastica che gli permise di diventare storico, poeta e frate. Amico e primo agiografo del Santo, scrisse in latino il “Dies Irae”, capolavoro funebre della lirica religiosa. Dopo il 1228 fu chiamato da Papa Gregorio IX a scrivere la vita e i miracoli del Santo. Tommaso scrisse anche la “Vita di Santa Chiara” (1256) e le due visite di Francesco a Celano, una delle quali raffigurata nel dipinto di Giotto “Morte del Cavaliere di Celano” conservata nella Basilica Superiore di Assisi, opera entrata a far parte di diritto nell’arte pittorica italiana. Fra Tommaso morì nel 1260 in mistica solitudine presso il monastero delle Clarisse di Val de’ Varri, vicino il Comune di Sante Marie (AQ) e le sue opere latine hanno un’importanza fondamentale sia per i francescani che per storici e studiosi del medioevo. Oggi il suo corpo è custodito presso la Chiesa di San Francesco a Tagliacozzo (AQ).